Zanser Alm (Val di Funes)
Salendo verso il Brennero all’altezza di Chiusa sulla destra si trova l’imbocco della Val di Funes. Una valle molto stretta e impervia nella sua parte iniziale e più aperta e suggestiva nella sua parte conclusiva con una spettacolare vista mozzafiato sulle Odle.
Valle turistica o valle ancora integra e selvaggia? Difficile dirlo. A me sembra che comunque in Val di Funes si stia affermando un turismo dal volto umano, che permette alla valle di mantenere le proprie tradizioni e il proprio ambiente intatti.
I simboli della valle sono 2: le Odle e la chiesetta di St. Jakob in Ranui. Entrambi si integrano in una vista di una bellezza sconvolgente nelle giornate di sole. I vivaci colori pastello della minuscola chiesa risaltano tra il verde dei prati e lo sfondo imponente delle Odle. Veramente imperdibile.
La strada della Val di Funes si conclude alla Zanser Alm (Malga Zannes). Da qui partono numerosi sentieri in direzione del rifugio Genova e la Val Badia e verso le numerose malghe presenti sulle pendici delle montagne della zona.
Poco tempo fa è stato inoltre inaugurato un sentiero percorribile anche da persone disabili e particolarmente adatto ad escursioni con bambini anche molto piccoli.
Lasciata la macchina alla Zanser Alm (posteggio a pagamento: 3,5 Euro per la giornata) si seguono le indicazioni per il sentiero attrezzato che inizia poco dopo la casetta del parco naturale Puez Odle. Il sentiero è largo, sterrato e molto facile. Non presenta difficoltà particolari e non raggiunge mai pendenze che possano affaticare l’escursionista.
Lungo tutto il tracciato sono presenti dei cubi rotanti che offrono al lettore spiegazioni sulla natura e le tradizioni del luogo. Non mancano poi panchine o luoghi dove fare una sosta. Secondo me l’attrazione principale per i bambini sono i caprioli che è facile incontrare in alcuni punti del percorso. Alcune aree vicine al sentiero sono state recintate e al loro interno i caprioli
possono vivere in modo molto naturale. Spesso si incontrano scoiattoli e non mancano formicai e altre attrazioni naturali. Per gli amanti delle tradizioni è possibile entrare anche in un vecchio forno utilizzato per produrre calce. In circa 1 ora di cammino si percorre il tracciato circolare che parte e ritorna alla Zanser Alm. Presso la malga si possono mangiare tipiche specialità
altoatesine.
Al ritorno, scendendo dalla Zanser Alm, consiglio vivamente di fermarsi alla chiesetta di St. Jakob in Ranui, vera perla della valle. La minuscola chiesetta è posizionata in mezzo ad un grande prato a fianco di uno storico maso ricco di affreschi. Secondo me rappresenta l’archetipo della chiesetta alpina, piccola e in posizione idilliaca.
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Slingia, mon amour
Ebbene sì: sono innamorato di Slingia(o meglio Schlinig). Ricordo sempre la prima volta che arrivai con la mia Visa 650 in questa località semisconosciuta della provincia di Bolzano. Pochissime case che lasciavano trasparire l’origine contadina della località, un albergo non proprio moderno, una stradina stretta che tagliava il paese, nessun parcheggio, stalle, fienili e un’enorme caserma della Guardia di Finanza abbandonata e in disfacimento. Un altro mondo: la montagna come era prima dell’arrivo del turismo di massa. Un vero e proprio salto indietro nel tempo. Bello, forse addirittura bellissimo. Dopo circa 10 anni Slingia è cambiata tantissimo: l’albergo è stato rifatto (con un parcheggio coperto), quasi tutte le case sono state ristrutturate, la caserma della finanza è stata abbattuta e proprio in questi mesi stanno costruendo una nuova casa, una nuova stalla di dimensioni sproporzionate rispetto al resto del paese è sorta come un fungo alla fine del paesello.
Anche qui è arrivato il turismo, ma l’agricoltura di montagna la fa ancora da padrona. Un’agricoltura però molto moderna dove nei fienili potete trovare attrezzature altamente tecnologiche per spostare il fieno.
Malgrado tutte le trasformazioni Slingia mantiene il suo fascino. La chiesetta con il piccolo campanile incastrato tra le case riesce ancora a trasmettere il senso della piccola comunità montana aggrappata alla propria fede, le poche case ancora da ristrutturare sono il simbolo di decenni di attività agricola di sostentamento e del rispetto delle vecchie tradizioni, l’ambiente circostante non devastato dallo sci alpino si mantiene selvaggio e integro.
Passando dai sentimentalismi alle informazioni turistiche vere e proprie, vale la pena di ricordare che Slingia è il punto di partenza per alcune escursioni verso la Svizzera (il confine è a pochi metri) .
Se state cercando una località dove desiderate fare una passeggiata con i vostri bambini, Slingia fa sicuramente per voi. Ad un paio di chilometri dall’abitato principale si trova una malga, dove si può mangiare o bere qualcosa godendo anche di un bel panorama. Il sentiero è praticamente piatto con un leggero saliscendi. Anche bambini molto piccoli possono in tranquillità partecipare all’escursione.
Alla fine del paese di Slingia si trova una biforcazione con due sentieri che portano però alla stessa meta: la nostra malga. Un sentiero è asfaltato e uno invece sterrato. Personalmente consiglio lo sterrato perché passa vicino al margine del bosco e segue il simpatico ruscello Zellauna. Spesso dopo qualche centinaio di metri sulla sinistra in un prato è facile incontrare dei vitelli e nelle prime ore della giornata è molto probabile imbattersi in qualche capriolo. Proseguendo in un ritmico saliscendi si incontra qualche fontana o pratiche panchine per riposarsi un attimo. Dopo circa 45 minuti si arriva alla malga: gli ultimi 300-400 metri sono in salita, ma nulla di proibitivo e poi la malga è proprio a portata di mano.
Se volete mangiare qualcosa, la malga offre alcuni piatti (pochi) della tradizione: vari tipi di canederli, Spiegeleier, Wienerschnitzel, Speck, ecc. Fossi in voi proverei anche lo joghurt di alta montagna. Non dimenticate le torte: veramente ottime e abbondanti.
Il sentiero non si ferma alla malga e prosegue verso il rifugio Sesvenna. Non è per nulla proibitivo, ma forse con bambini piccoli la salita intermedia può risultare un po’ affannosa. Meglio sdraiarsi su di un prato, contemplare le vette che si stagliano contro il cielo, respirare profondamente e lasciare che il tempo passi lentamente.
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