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	<title>Alla scoperta dell'Alto Adige</title>
	<link>http://altoadige.iellici.com</link>
	<description>Blog turistico sul'Alto Adige</description>
	<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 20:06:05 +0000</pubDate>
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		<title>Acquavventura a Naturno</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2007 20:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari per bambini</category>
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		<description><![CDATA[	La provincia di Bolzano non è solo terra di montagne, ma anche di lidi e piscine. Sono parecchi gli impianti sparsi sul territorio. Alcuni di essi offrono al visitatore attrazioni molto interessanti. Segnalo oggi l&#8217;Acquavventura di Naturno all&#8217;inizio della Val Venosta, vicino a Merano.
Confesso che non sono un patito delle piscini, ma devo dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>La provincia di Bolzano non è solo terra di montagne, ma anche di lidi e piscine. Sono parecchi gli impianti sparsi sul territorio. Alcuni di essi offrono al visitatore attrazioni molto interessanti. Segnalo oggi l&#8217;Acquavventura di Naturno all&#8217;inizio della Val Venosta, vicino a Merano.<br />
Confesso che non sono un patito delle piscini, ma devo dire che il concetto dell&#8217;impianto mi ha convinto abbastanza.<br />
All&#8217;esterno una piscina di discrete dimensioni per nuotare, uno scivolo di 75 m. per provare l&#8217;ebbrezza della discesa a bomba in acqua (non esageriamo: la pendenza non è eccessiva e per riuscire ad arrivare in fondo ho dovuto spingere più volte con le mani)  e una serie di piscine per bambini. La piscina coperta offre uno scivolo di 50 metri (decisamente più veloce), temperatura dell&#8217;acqua sui 32°, whirlpool e altri giochi d&#8217;acqua. E&#8217; possibile anche fare la sauna.<br />
Accanto alle piscine sono presenti un bar e una pizzeria a completare l&#8217;offerta.<br />
L&#8217;impianto esterno sembra un po&#8217; datato, ma funziona ancora molto bene. L&#8217;acqua ha una temperatura accettabile e non è particolarmente affollata. I frequentatori possono accomodarsi sui terrazzamenti in erba che danno sulle piscine. Lo spazio non è enorme, ma si riesce comunque a trovare un posto dignitoso dove sistemarsi. Non sono presenti campi da calcio o da pallavolo. La piscina si trova all&#8217;interno del centro abitato di Naturno e si gode un bel panorama delle montagne circostanti.<br />
La piscina coperta sembra più recente dell&#8217;impianto esterno e offre un sacco di attrazioni. Tutto molto bello, ma lo spazio è un po&#8217; limitato. In caso di forte afflusso si fa fatica a muoversi.<br />
Fortemente consigliato a chi ha bambini.
</p>
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		<title>Archeoparc in val Senales</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 15:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari per bambini</category>
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		<description><![CDATA[	Quest&#8217;anno la giornata dei musei ha coinciso con la scoperta dell&#8217;Archeoparc della Val Senales, un museo un po&#8217; diverso dal solito che cerca di riportare i visitatori alla vita delle popolazioni che abitavano le Alpi ai tempi di Ötzi, il celeberrimo uomo dei ghiacci.
Il museo si trova a Madonna di Senales nell&#8217;omonima valle. Dopo Naturno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Quest&#8217;anno la giornata dei musei ha coinciso con la scoperta dell&#8217;Archeoparc della Val Senales, un museo un po&#8217; diverso dal solito che cerca di riportare i visitatori alla vita delle popolazioni che abitavano le Alpi ai tempi di Ötzi, il celeberrimo uomo dei ghiacci.<br />
Il museo si trova a Madonna di Senales nell&#8217;omonima valle. Dopo Naturno si imbocca sulla destra la strada che agevolmente risale la gola  e si addentra nella valle fino a Maso Corto, da dove partono le funivie per le piste di sci sui ghiacciai dove è stato ritrovato proprio l&#8217;uomo dei ghiacci. Pochi chilometri dopo l&#8217;abitato di Certosa si arriva a Madonna di Senales: poche case, qualche albergo, una chiesa meta di pellegrinaggi e il nostro Archeoparc.<br />
Parcheggiata la macchina ad un centinaio di metri dall&#8217;ingresso, facciamo il nostro ingresso nel museo. Il concetto espositivo è abbastanza semplice: una struttura coperta, dove il visitatore può scoprire in modo classico l&#8217;intera storia di Ötzi e delle popolazioni alpine agli albori della storia,  e un&#8217;area esterna dove il visitatore entra in una ricostruzione di un villaggio dell&#8217;epoca e viene invitato a calarsi nei panni degli uomini preistorici. </p>
	<p>Nella sezione museale tradizionale il personaggio di Ötzi è un pretesto per raccontare usi e costumi delle popolazioni dell&#8217;Età del Rame. Vestiti, scarpe, abitazioni, alimentazione, malattie, utensili. Il visitatore può aprire una finestra su di un mondo lontano 3.500-4.000 anni,  dove la vita era una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Interessante e avvincente.</p>
	<p>All&#8217;esterno invece i visitatori vengono invitati a crearsi piccoli borselli in pelle usando selci, corde e pelli. Ovviamente ognuno potrà portare a casa le proprie creazioni. Se avete fame poteete cucinare il pane come avveniva 4000 anni fa. Bisogna attorcigliare la pasta attorno ad un bastone e avvicinarlo al fuoco. Dopo 1o minuti sarà pronto e il sapore non vi deluderà. I più tecnogici possono inoltre sperimentare forme di trapano molto rudimentali.<br />
Una delle attrazioni principali è poi la fusione del rame.</p>
	<p>In conclusione possiamo dire che vale la pena risalire la Val Senales per visitare l&#8217;Archeoparc (soprattutto in occasione della Giornata dei musei quando l&#8217;ingresso è gratuito). Soprattutto i bambini si divertiranno a fare il pane, a lavorare con gli oggetti delle popolazioni preistoriche.</p>
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		<title>Il sentiero dei pianeti e l&#8217;Osservatorio astronomico Max Valier</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Oct 2006 19:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Sembra strano, ma spesso facciamo fatica a valorizzare le bellezze naturali che si trovano immediatamente nelle vicinanze. E&#8217; il caso di Collepietra (Steinegg) e Obergummer. Si trovano ad un tiro di schioppo da Bolzano eppure credo che sia la seconda volta nella mia vita che mi arrampico per la ripida strada che si inerpica sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Sembra strano, ma spesso facciamo fatica a valorizzare le bellezze naturali che si trovano immediatamente nelle vicinanze. E&#8217; il caso di Collepietra (Steinegg) e Obergummer. Si trovano ad un tiro di schioppo da Bolzano eppure credo che sia la seconda volta nella mia vita che mi arrampico per la ripida strada che si inerpica sulla montagna tra la Val d&#8217;Isarco e la Val d&#8217;Ega.<br />
Sarà stata la bella giornata di sole e i colori autunnali che piano piano si fanno largo tra il verde dei prati e degli alberi, ma oggi i colori e il panorama stupendo mi hanno proprio rapito.<br />
Nel mio immaginario Collepietra non era altro che un piccolo comune abbarbicato sulla montagna a pochi chilometri da Bolzano. Passando oggi con l&#8217;automobile dopo 15 impegnativi tornanti sono rimasto a bocca aperta. I soliti curatissimi alberghi sudtirolesi, ristoranti, locali tipici e una magnifica vista sulla zona occidentale della provincia di Bolzano. Ma perché non me ne ero mai accorto prima? Proseguiamo verso Obergummer dove vogliamo raggiungere l&#8217;Osservatorio Astronomico Max Valier che oggi apre le porte gratuitamente per osservazioni del sole. La strada ora è meno ripida, verdi pascoli e boschi si alternano mentre mucche e cavalli brucano sereni l&#8217;erba sotto un calso sole autunnale. Chissà perché ma vedo solo macchine di turisti germanici. Secondo me hanno un fiuto particolare per i posti meno conosciuti della provincia di Bolzano. Ad un certo punto seguiamo l&#8217;indicazione per l&#8217;Osservatorio e ci addentriamo lungo una strada molto stretta nel bosco. Confesso che temo di incrociare un&#8217;altra macchina, ma per fortuna dopo qualche chilometro avvistiamo delle macchine parcheggiate e la cupola dell&#8217;Osservatorio. A fianco il simpatico Buschenschank Unteregger. Parcheggiamo e ci catapultiamo verso l&#8217;Osservatorio. La vista da qui spazia per chilometri e chilometri. Capisco perché abbiano deciso di erigere proprio qui un Osservatorio Astronomico. Il Buschenschank è pieno di gente e decidiamo di cedere alle tentazioni della gola e ci sediamo. Opto per un classico cappuccino con torta, mio figlio più grande in preda ad un improvviso attacco di canederlite si lancia sul classico canederlo in brodo, mentre mia moglie e il piccolino ordinano un omelette con marmellata di mirtilli rossi. Tutto molto buono e a prezzi più che accettabili (con l&#8217;esclusione del cappuccino un po&#8217;  troppo ristretto).<br />
A fianco dell&#8217;Osservatorio parte il sentiero dei pianeti, un comodo sentiero che con il pretesto delle orbite dei pianeti del sistema solare permette di scoprire i boschi della zona. Noi ci siamo fermati a Saturno. Se si desidera raggiungere Plutone occorre tenere conto che l&#8217;intero giro dura circa 3 ore. Il sentiero è molto largo e non presenta alcuna difficoltà. All&#8217;altezza di ciascun pianeta alcuni cartelli forniscono informazioni e immagini fotografiche del corpo celeste. A pochi metri dal sentiero si possono raccogliere mirtilli e funghi.<br />
Una bella escursione in una zona poco conosciuta, ma molto bella della provincia di Bolzano
</p>
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		<title>Val Martello e rifugio Nino Corsi</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 16:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Dopo quasi un decennio ritorno in Val Martello. Questa volta con moglie e figli. Un po&#8217; per caso e un po&#8217; per scelta. Traffico molto sostenuto sulla statale della Val Venosta, saltiamo la coda subito dopo   Naturno optando per alcune stradine di campagna, ma all&#8217;altezza di Coldrano ne ho abbastanza. Freccia a sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dopo quasi un decennio ritorno in Val Martello. Questa volta con moglie e figli. Un po&#8217; per caso e un po&#8217; per scelta. Traffico molto sostenuto sulla statale della Val Venosta, saltiamo la coda subito dopo   Naturno optando per alcune stradine di campagna, ma all&#8217;altezza di Coldrano ne ho abbastanza. Freccia a sinistra e imbocchiamo l&#8217;ultima deviazione per la Val Martello. Ritorniamo verso Laces per un paio di chilometri e poi imbocchiamo la strada che porta verso una delle valli più selvagge della provincia di Bolzano.<br />
Pochi minuti e siamo fuori dell&#8217;abitato di Morter, sulla sinistra le rovine di un antico castello salutano il viaggiatore all&#8217;imbocco della valle. La strada si insinua tra le montagne strette, ma dopo poco la valle si allarga un poco.  Si incontrano i primi masi e dopo poco raggiungiamo le prime case del centro principale : Martello. Qua e là lungo la strada si vedono piante di fragole o di altri frutti di bosco. Proprio all&#8217;inizio delle case di Martello, sulla sinistra per chi sale, segnalo la cooperativa dei coltivatori di piccoli frutti della valle. La cooperativa dispone anche di un negozio al dettaglio aperto anche al sabato pomeriggio. Consiglio caloroso: fermatevi e acquistate un cestino di fragole, lamponi o ribes. La qualità è ottima e ne vale proprio la pena.<br />
Superato il comune di Martello proseguiamo lungo la strada della valle per raggiungere il parcheggio in fondo alla valle presso l&#8217;albergo Genziana e l&#8217;ex albergo Paradiso.  Il percorso è lungo e tortuoso: in due punti la strada si inerpica con una serpentina ardita per superare dei veri e propri muri: 8-10 tornanti in sequenza stimolano le qualità di pilota di chi si trova al volante. Si sale sempre più e la strada si restringe. Giunti quasi in fondo alla valle notiamo dei contadini che oggi 2 settembre raccolgono fragole. Siamo sui 1.600 - 1.800 metri di altitudine. Siamo tutti sorpresi. Fragole a settembre?<br />
Prima dell&#8217;ultima erta la strada costeggia il lago artificiale di Gioveretto. Il colore dell&#8217;acqua è blu tendente all&#8217;azzurro. Bello. Ultima serie di tornanti e lasciamo la macchina al parcheggio posto alla fine della strada. Il parcheggio è a pagamento: la tariffa giornaliera è di 3 Euro, ma esistono anche tariffe orarie. 5 ore di sosta costano 1,50 Euro.<br />
Dal parcheggio si intravedono le montagne ormai innevate che annunciano il ghiacciaio del Cevedale. Come circa un decennio fa rimango scioccato per la struttura architettonica dell&#8217;ex hotel Paradiso. Una costruzione di almeno 7-8 piani (non li ho contati) che richiama la linea di un albergo della riviera romagnola a pochi metri da un ghiacciaio immerso in un contesto naturale selvaggio e unico. Nella mente scorre la parola ecomostro. Scopro più tardi che fu eretto in era fascista.<br />
Altro elemento di shock è il baracchino dei wuerstel che sorge proprio all&#8217;inizio del sentiero che ci porterà al rifugio Nino Corsi. Una scelta pazzesca di wuerstel a quasi 2000 metri di quota. Pazzesco, a Bolzano non ho visto niente di simile.<br />
Imbocchiamo il sentiero che ci porterà al rifugio Nino Corsi in circa 40 minuti di cammino. Il sentiero alterna tratti in leggera salita a strappi impegnativi. La prole sembra reagire abbastanza bene anche se il piccolino ogni tanto si lamenta. La zona è molto interessante sotto il profilo geologico, tanto che è stato creato un vero e proprio percorso che permette di approfondire i diversi aspetti geologici di questa zona al margine di un ghiacciaio. La temperatura oggi è nuovamente elevata e la neve caduta nei giorni precedenti si scioglie. I ruscelli sono numerosi e ricchi d&#8217;acqua. Come previsto dopo circa 30-40 minuti arriviamo al rifugio Nino Corsi dove ci fermiamo. Temo che i bambini siano troppo stanchi per affrontare lo strappo finale che ci porterebbe in una spianata dove potremmo ammirare il Cevedale. Ma anche dal Rifugio Nino Corsi il panorama non è affatto male. Sulla destra si vede il massiccio del Madriccio e guardando all&#8217;indietro si può ammirare dall&#8217;alto il lago di Gioveretto con il suo blu intenso. Le montagne attorno non sono le Dolomiti, ma trasmettono lo stesso quel fascino della montagna che ti farebbe ammirare senza fiatare per ore il panorama.<br />
Consumiamo qualcosa al rifugio. Il menu offre i soliti piatti classici delle montagne della provincia di Bolzano con qualche variante. Prezzi un po&#8217; sostenuti, ma buona qualità.<br />
Prima di concludere una piccola divagazione storica. A fianco del rifugio si trova una piccola chiesetta che ricorda i morti della prima guerra mondiale. A pochi metri correva il fronte. Vicino al rifugio vi sono alcune costruzioni erette proprio durante la prima guerra mondiale.<br />
Se state cercando la montagna un po&#8217; rude, non molto turistica, lontano dalla massa e ancora suggestiva la Val Martello fa per voi
</p>
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		<title>Ciclabile Dobbiaco - Lienz: nuovo sito</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Aug 2006 19:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Visto il notevole interesse verso il post relativo alla ciclabile Dobbiaco - Lienz,  ho aperto un sito dedicato proprio alla ciclabile dove troverai post sulla ciclabile,  una galleria fotografica e gli orari dei treni da Lienz per S.Candido.
L&#8217;indirizzo del nuovo sito è: http://www.dobbiaco-lienz.eu

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Visto il notevole interesse verso il post relativo alla ciclabile Dobbiaco - Lienz,  ho aperto un sito dedicato proprio alla ciclabile dove troverai post sulla ciclabile,  una galleria fotografica e gli orari dei treni da Lienz per S.Candido.<br />
L&#8217;indirizzo del nuovo sito è: <a href="http://www.dobbiaco-lienz.eu">http://www.dobbiaco-lienz.eu</a>
</p>
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		<title>Maranza: escursione ideale per famiglie</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jun 2006 18:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari per bambini</category>
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		<description><![CDATA[	Se cercate un&#8217;escursione da fare in montagna con i vostri bambini credo proprio che Maranza e il sentiero della Altfasstal facciano al caso vostro. Sentiero largo, nessuna difficoltà particolare, dislivello molto contenuto (200 mt.) e varie possibilità di sosta. In poche parole può essere così sintetizzato il percorso che d&#8217;inverno funge anche da pista di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Se cercate un&#8217;escursione da fare in montagna con i vostri bambini credo proprio che Maranza e il sentiero della Altfasstal facciano al caso vostro. Sentiero largo, nessuna difficoltà particolare, dislivello molto contenuto (200 mt.) e varie possibilità di sosta. In poche parole può essere così sintetizzato il percorso che d&#8217;inverno funge anche da pista di fondo.<br />
Arrivare a Maranza è estremamante facile. Si sale dal centro di Rio Pusteria svoltando a sinistra e imboccando la strada che porta anche a Valles. La segnaletica è ottima perché Maranza è un importante centro turistico invernale.<br />
Dopo circa 7 km. di salita si arriva al paese. Attenzione appena arrivati in centro vi consiglio di  imboccare la strada a sinistra e proseguire fino alla fine della strada ovvero al parcheggio Altfasstal. Non fatevi spaventare dalla strada che diventa sempre più stretta, il parcheggio è molto ampio e trovano spazio parecchie automobili (piccolo scempio ambientale, ma estremamente comodo). Segnalo che il parcheggio è a pagamento (3 Euro per l&#8217;intera giornata).<br />
Dal parcheggio prendete la strada forestale che si addentra nella Altfasstal. La strada è sterrata e ampia. Nella parte iniziale è leggermente in discesa per poi salire dolcemente in prossimità della Grossberghütte. Quest&#8217;ultima è una malga che assomiglia decisamente ad un albergo ed è stata ristrutturata di recente. Qui potete fermarvi per riposare un po&#8217; e mangiare qualcosa. La scelta è ampia: si va dai tradizionali piatti di montagna alle coppe di gelato. Il personale è molto caratteristico &#8230;.<br />
Dopo un breve riposo ripartite in leggera salita tra piccole casette in legno e pascoli che vi accompagneranno fino alla meta finale: la Wieserhütte o la Pranter-Stadelhütte (sono attaccate l&#8217;una all&#8217;altra).<br />
Come dicevo la salita è tranquilla intervallata da qualche piccolo strappetto. Salendo con pazienza anche bambini di 3-4 anni non avranno problemi. In caso di stanchezza esistono numerose panchine lungo il sentiero.<br />
Il panorama è piacevole: si parte nel bosco per avvicinarsi progressivamente al termine della valle dove il sentiero si conclude in un vero e proprio anfiteatro naturale. Le due malghe in fondo alla valle si trovano in una conca circondata da impervie montagne. A mio avviso vale proprio la pena di faticare un po&#8217; perché quando si arriva in fondo si ha proprio la sensazione di arrivare quasi alla fine del mondo.<br />
Presso la malga Pranter-Stadelhütte troverete anche un piccolo parco giochi e un simpatico laghetto dove alcuni piccoli mulini ad acqua attivano simpatici personaggi. La famiglia che gestisce la malga rende omaggio alla tradizione e vi servirà rigorosamente in Lederhosen (i classici pantaloni di pelle). Qui potrete mangiare i classici piatti della tradizione altoatesina. Vi consiglio i krapfen dolci, che vengono serviti in varie forme accompagnati dalla marmellata di mirtilli rossi.<br />
In conclusione il sentiero della Altfasstal si addice alle famiglie con bambini anche in carrozzina. Una bella gita che se accompagnata dal bel tempo vi darà grande soddisfazione
</p>
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		<title>Gasthof Schwaiger sul Renon</title>
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		<pubDate>Sun, 14 May 2006 20:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Mi devo ricredere. Non ero convinto oggi di andare a festeggiare un insieme di compleanni all&#8217;albergo Schwaiger a Longostagno sul Renon. Conosco il posto perché mia madre lo frequenta da anni nel corso dell&#8217;estate. Non ero convinto perché ricordavo un menu molto limitato che non veniva incontro ai miei gusti.
Devo invece in parte ricredermi.
Si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Mi devo ricredere. Non ero convinto oggi di andare a festeggiare un insieme di compleanni all&#8217;albergo Schwaiger a Longostagno sul Renon. Conosco il posto perché mia madre lo frequenta da anni nel corso dell&#8217;estate. Non ero convinto perché ricordavo un menu molto limitato che non veniva incontro ai miei gusti.<br />
Devo invece in parte ricredermi.<br />
Si tratta di un&#8217;antica locanda che funziona anche come albergo (3 stelle). L&#8217;edificio mi è sempre piaciuto: un vecchio albergo di montagna ristrutturato in modo semplice e intelligente. Entrando si respira la storia e la cultura del mondo contadino di montagna. La sala da pranzo non è molto grande e alcuni clienti quando il locale è pieno devono sistemarsi al bar. Arredamento tradizionale e spartano, ma comunque piacevole. Il servizio al tavolo è curato direttamente dal proprietario e dai suoi parenti. In cucina sono schierate le signore della famiglia.<br />
Come dicevo all&#8217;inizio il menu non è particolarmente ricco dove prevalgono i secondi di carne (maiale, vitello, manzo e agnello) concentra su piatti di carne con contorni di verdure o riso.<br />
Mi sono lanciato su una &#8220;normale&#8221; Wienerschnitzel con patate saltate. Dimensioni ragguardevoli, veramente buona, ottime le patate e la verdura abbondante di contorno. I miei commensali hanno a lungo imprecato per non aver scelto di crostini di milza (che io ho ampiamento evitato dopo aver letto la parola milza).<br />
A completare il pranzo il classico pane della tradizione sudtirolese (ottimo il Schüttelbrot) e un buon vino rosso locale.<br />
Da provare i dolci fatti in casa: veramente buona la Linzer che ho avuto il piacere di ordinare.<br />
Prezzi assolutamente alla portata e atmosfera molto cordiale.<br />
Credo di aver sottovalutato le potenzialità dell&#8217;albergo Schwaiger. Se avete voglia di tuffarvi in una ristorazione semplice, ma ricca di tradizione è sicuramente il posto giusto. Ad un tiro di schioppo da Bolzano nel simpatico paesino di Longostagno subito dopo la più nota Collalbo sulla strada per Barbiano.
</p>
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		<title>Favogna: il lago e le rane</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Apr 2006 18:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Credo che uno dei luoghi più strani della provincia di Bolzano sia Favogna. Letteralmente circondata dalle montagne al confine con il Trentino e difficile da raggiungere è sicuramente una delle località meno battute dal turismo di montagna. Eppure se si dispone di una mezzagiornata di tempo vale la pena di affrontare la ripida e tortuosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Credo che uno dei luoghi più strani della provincia di Bolzano sia Favogna. Letteralmente circondata dalle montagne al confine con il Trentino e difficile da raggiungere è sicuramente una delle località meno battute dal turismo di montagna. Eppure se si dispone di una mezzagiornata di tempo vale la pena di affrontare la ripida e tortuosa strada che da Cortaccia si inerpica fino ai 1053 metri di Favogna. Pochissime case, un&#8217;osteria, una chiesa, il lago e le rane: questa è Favogna. Dimenticavo: anche silenzio e tranquillità. i pochi abitanti che vi abitano si dedicano all&#8217;agricoltura di montagna.<br />
Il fiore all&#8217;occhiello di Favogna è il suo lago. Nonostante i 2o gradi odierni ancora in parte ghiacciato. Che shock osservare in maniche corte i pezzi di ghiaccio che si staccavano dalla &#8220;banchisa&#8221;! Vicino alla riva centinaia di rane impegnate nella riproduzione. Mai viste tante rane tutte insieme. Immaginatevi la mia prole: felice e contenta di trovarsi a pochissimi centimetri da un numero così elevato di anfibi. Si lasciavano persino accarezzare!!<br />
Se volete fare un breve giro con i bambini consiglio caldamente Favogna. Comoda passeggiata per raggiungere il lago, possibilità di correre a perdifiato perchè il traffico è veramente limitato e tanta calma. Non mancate di fare un salto alla chiesetta vicino al lago: la storia di una piccola comunità di montagna (aggiungo: nel passato sicuramente con pochi contatti con la &#8220;civilità&#8221;) è racchiusa nel piccolo cimitero che circonda l&#8217;edificio ecclesiastico.<br />
Intorno boschi e montagne. Non bellissime forse ma invitano l&#8217;escursionista a tentare di conquistare la cima.<br />
Gli appassionati della montagna possono poi tentare la ferrata che da Magré che sale direttamente fino a Favogna. Molto nota tra gli arrampicatori altoatesini.
</p>
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		<title>Piccoli consigli per il Mercatino di Natale a Bolzano</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2005 19:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Ci siamo. Riparte la grande macchina del mercatino. Migliaia di persone si riverseranno per le strade di Bolzano per respirare il profumo del Natale e per scoprire usi e costumi natalizi diversi da quelli propri.
Mi permetto di dare qualche consiglio per godere appieno di Bolzano e non lasciarsi semplicemente trascinare dalla folla. Cominciamo quindi.
	Arrivare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Ci siamo. Riparte la grande macchina del mercatino. Migliaia di persone si riverseranno per le strade di Bolzano per respirare il profumo del Natale e per scoprire usi e costumi natalizi diversi da quelli propri.<br />
Mi permetto di dare qualche consiglio per godere appieno di Bolzano e non lasciarsi semplicemente trascinare dalla folla. Cominciamo quindi.</p>
	<p><strong>Arrivare al Mercatino:</strong><br />
Il mio consiglio per il turista che non arriva in autobus è di prendere il treno. La stazione di Bolzano dista solo 200 metri dal Mercatino e dal centro storico. Se proprio volete venire in macchina cercate di arrivare presto e puntate al parcheggio silos di Via Mayr Nusser ai Piani di Bolzano immediatamente dietro la stazione. Costo: 0.90 Euro all&#8217;ora. Una volta parcheggiata la macchina potete raggiungere comodamente in 5 minuti a piedi il mercatino approfittando della galleria che collega il parcheggio con Piazza Verdi.<br />
Se il silos di Via Mayr Nusser è pieno allora consiglio di parcheggiare presso la Fiera di Bolzano e prendere gli autobus gratuiti che portano al Mercatino. In 20 minuti siete arrivati in centro.<br />
Personalmente sconsiglio di tentare di parcheggiare da qualche parte in città soprattutto in  centro. Rischiate di restare imbottigliati.<br />
I privilegiati che decidessero di utilizzare l&#8217;aereo dall&#8217;aeroporto possono prendere un taxi oppure dopo una breve camminata di circa 5 minuti prendere l&#8217;autobus n° 10/a per raggiungere velocemente il centro.  </p>
	<p><strong>Dove andare a mangiare:</strong><br />
Nel periodo del mercatino le occasioni non mancano. Segnalo alcuni locali che personalmente trovo interessanti:<br />
<em>Hopfen</em> in Piazza Erbe<br />
Se volete respirare l&#8217;atmosfera delle osterie bolzanine di un tempo non potete non andare da Hopfen. Oltre ai piatti della tradizione locale potete degustare anche la birra artigianale prodotta in casa. Bionda o scura, un assaggio vale sicuramente la pena. </p>
	<p><em>Batzenhäusl (Ca&#8217; de Bezzi)</em> - Via Andreas Hofer<br />
Uno dei locali storici di Bolzano che negli anni mantiene intatto il suo fascino. Vi si arriva subito dopo la fine di Via Bottai girando a destra.</p>
	<p><em>Vögele</em><br />
Per i turisti più esigenti in Via Goethe vicino a Hopfen sotto il portico segnalo il Vögele dove si possono mangiare piatti della tradizione a volte reinterpretati in un ambiente tranquilo e abbastanza ricercato. Il bar al piano terreno solitamente è molto frequentato.</p>
	<p><em>Osteria dei Carrettai</em><br />
In via Dr. Streiter, una parallela dei Portici, si trova l&#8217;OSteria dei Carrettai che a buon prezzo offre piccoli spuntini e bruschette innaffiate da un buon vino. Nulla a che vedere la tradizione altoatesina, ma un luogo simpatico e accogliente. Attenzione lo spazio è molto limitato.</p>
	<p>Per gli amanti delle <strong>pasticcerie</strong>, segnalo:<br />
<em>Lintner</em> in via Leonardo da Vinci<br />
Anche se è cambiata la gestione qualche mese fa, la qualità si mantiene sempre su livelli molto elevati. La mia passione è la millefoglie. Assolutamente da provare. Se cercate uno strudel da portare a casa, spendete qualche euro in più e andate da Lintner. La qualità non ha prezzo. Putroppo i posti a sedere sono molto pochi e quindi sarete probabilmente costretti ad aspettare un po&#8217; prima di trovare posto. </p>
	<p><em>Peter</em> sotto i portici<br />
La vetrina di Peter è una di quelle che non passano inosservate. Praline e torte di vario tipo catturano immediatamente l&#8217;attenzione di chi vi passa vicino. Sopra si trova la vendita al dettaglio mentre scendendo le scale sottoterra si accede al locale dove ci si può sedere.</p>
	<p><strong>Cosa vedere a Bolzano dopo il mercatino</strong><br />
Per visitare il mercatino ci vuole al massimo 1 ora (prendendosela molto comoda). Se siete interessati a conoscere Bolzano vi consiglio questo percorso:<br />
vicino al mercatino si trova il Duomo, un bell&#8217;esempio di gotico. La via più caratteristica di Bolzano sono sicuramente i portici che collegano Piazz Erbe con Piazza Municipio. Distano 2 minuti dal Mercatino e dal Duomo e ricordano la plurisecolare tradizione commerciale di Bolzano. Alcuni caratteristici passaggi collegano i portici con le vie parallele. Sono molto stretti e bui: Pasolini fece alcune riprese proprio in questi vicoli per i suoi film.<br />
Se avete raggiunto l&#8217;inizio dei Portici siete arrivati in Piazza Erbe dove si trovano i caratteristici banchi della frutta e verdura, nonchè un interessante fontana del Nettuno. Se volete respirare veramente l&#8217;atmosfera che si vive a Bolzano vi consiglio di proseguire da Piazza Erbe verso Ponte Talvera lungo via Museo. Arrivati a Ponte Talvera sarete accolti dal contestato Monumento alla Vittoria, eretto in era fascista per ricordare la vittoria nella prima guerra mondiale. Da ponte Talvera partono anche delle bellissime passeggiate nel verde del greto del Talvera. Lungo la passeggiata sull&#8217;argine sinistro del fiume passerete accanto a Castel Mareccio uno dei due castelli più importanti di Bolzano. Il secondo si trova all&#8217;imbocco della Val Sarentina: Castel Roncolo, ricco di bellissimi affreschi e rinnovato da poco. Per arrivare a Castel Roncolo consiglio di prendere il bus gratuito che parte da Piazza Walther (la piazza del mercatino).</p>
	<p>Il Centro storico di Bolzano è ricco di molti scorci e ogni viottolo ha una lunga storia da raccontare. Un consiglio: non rimanete solo in Piazza Walther e lungo i portici, ma vagate anche senza una meta tra i vicoli, le strade, le piazze del Centro storico. Oltre il Talvera forse vale la pena di vedere Piazza della Vittoria, il resto è rappresentato da normali edifici che si possono ritrovare in qualsiasi città. </p>
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		<title>Tra Meltina e Verano</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2005 17:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
	<category>Itinerari</category>
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		<description><![CDATA[	Confesso che l&#8217;itinerario che vado a raccontarvi è stata una piacevole sorpresa. Dato che l&#8217;altipiano del Salto (S.Genesio) assomiglia in questi giorni alla tangenziale di una metropoli, abbiamo ripiegato su di un sentiero nelle vicinanze pescato a caso sulla cartina. 
	La fortuna è stata dalla nostra parte: credo che sia stato uno degli itinerari autunnali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Confesso che l&#8217;itinerario che vado a raccontarvi è stata una piacevole sorpresa. Dato che l&#8217;altipiano del Salto (S.Genesio) assomiglia in questi giorni alla tangenziale di una metropoli, abbiamo ripiegato su di un sentiero nelle vicinanze pescato a caso sulla cartina. </p>
	<p>La fortuna è stata dalla nostra parte: credo che sia stato uno degli itinerari autunnali più belli che io abbia mai fatto. Dopo l&#8217;abitato di Meltina proseguendo verso Verano si raggiunge la località di Aschl. Sulla destra una stradina asfaltata conduce all&#8217;albergo Rohrer. Più che un albergo sembra una malga un po&#8217; cresciuta con le mucche che pascolano nelle vicinanze e la stalla a pochi metri<br />
dall&#8217;albergo. Il posto non è male: familiare e molto tranquillo. Si servono i classici piatti della cucina locale. Attenzione la scelta di pietanze e dolci è ampia solo fino ad una certa ora. Verso le 16.00 potete degustare praticamente solo patate lesse. </p>
	<p>Dall&#8217;albergo parte un sentiero che un po&#8217; in salita conduce alla Leadner Alm e all&#8217;albergo Waldbichl. Il sentiero è molto largo, non presenta particolari difficoltà e può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Il primo tratto dell&#8217;itinerario si svolge nel bosco. In sottofondo si sentono i campanacci delle mucche che brucano l&#8217;erba nei pascoli vicini. Mai visti tanti funghi lungo un sentiero: una vera e propria invasione. Dopo circa un quarto d&#8217;ora di salita, il bosco si dirada e lascia spazio ai pascoli. Si raggiunge una strada asfaltata chiusa però al traffico normale, giriamo a destra e sempre sulla stessa strada marciamo in leggerissima salita verso la Leadner Alm e l&#8217;albergo Waldbichl.<br />
I colori autunnali dei prati e degli alberi in combinazione con l&#8217;azzurro del cielo rasserenano lo spirito. Sulla destra si può godere di un panorama fantastico: l&#8217;occhio spazia dal Corno bianco fino alle montagne della Venosta. Bellissimo. Dopo circa una ventina di minuti arriviamo al bivio per andare alla Leadner Alm o all&#8217;albergo Waldbichl. Optiamo per quest&#8217;ultimo. Tra pascoli e piccole casette in posizione amena raggiungiamo l&#8217;albergo. Sulla sfondo si può ammirare il campanile della chiesetta di Langfenn.<br />
Veramente l&#8217;itinerario ideale per una passeggiata con la famiglia in autunno!
</p>
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