Acquavventura a Naturno
La provincia di Bolzano non è solo terra di montagne, ma anche di lidi e piscine. Sono parecchi gli impianti sparsi sul territorio. Alcuni di essi offrono al visitatore attrazioni molto interessanti. Segnalo oggi l’Acquavventura di Naturno all’inizio della Val Venosta, vicino a Merano.
Confesso che non sono un patito delle piscini, ma devo dire che il concetto dell’impianto mi ha convinto abbastanza.
All’esterno una piscina di discrete dimensioni per nuotare, uno scivolo di 75 m. per provare l’ebbrezza della discesa a bomba in acqua (non esageriamo: la pendenza non è eccessiva e per riuscire ad arrivare in fondo ho dovuto spingere più volte con le mani) e una serie di piscine per bambini. La piscina coperta offre uno scivolo di 50 metri (decisamente più veloce), temperatura dell’acqua sui 32°, whirlpool e altri giochi d’acqua. E’ possibile anche fare la sauna.
Accanto alle piscine sono presenti un bar e una pizzeria a completare l’offerta.
L’impianto esterno sembra un po’ datato, ma funziona ancora molto bene. L’acqua ha una temperatura accettabile e non è particolarmente affollata. I frequentatori possono accomodarsi sui terrazzamenti in erba che danno sulle piscine. Lo spazio non è enorme, ma si riesce comunque a trovare un posto dignitoso dove sistemarsi. Non sono presenti campi da calcio o da pallavolo. La piscina si trova all’interno del centro abitato di Naturno e si gode un bel panorama delle montagne circostanti.
La piscina coperta sembra più recente dell’impianto esterno e offre un sacco di attrazioni. Tutto molto bello, ma lo spazio è un po’ limitato. In caso di forte afflusso si fa fatica a muoversi.
Fortemente consigliato a chi ha bambini.
Archeoparc in val Senales
Quest’anno la giornata dei musei ha coinciso con la scoperta dell’Archeoparc della Val Senales, un museo un po’ diverso dal solito che cerca di riportare i visitatori alla vita delle popolazioni che abitavano le Alpi ai tempi di Ötzi, il celeberrimo uomo dei ghiacci.
Il museo si trova a Madonna di Senales nell’omonima valle. Dopo Naturno si imbocca sulla destra la strada che agevolmente risale la gola e si addentra nella valle fino a Maso Corto, da dove partono le funivie per le piste di sci sui ghiacciai dove è stato ritrovato proprio l’uomo dei ghiacci. Pochi chilometri dopo l’abitato di Certosa si arriva a Madonna di Senales: poche case, qualche albergo, una chiesa meta di pellegrinaggi e il nostro Archeoparc.
Parcheggiata la macchina ad un centinaio di metri dall’ingresso, facciamo il nostro ingresso nel museo. Il concetto espositivo è abbastanza semplice: una struttura coperta, dove il visitatore può scoprire in modo classico l’intera storia di Ötzi e delle popolazioni alpine agli albori della storia, e un’area esterna dove il visitatore entra in una ricostruzione di un villaggio dell’epoca e viene invitato a calarsi nei panni degli uomini preistorici.
Nella sezione museale tradizionale il personaggio di Ötzi è un pretesto per raccontare usi e costumi delle popolazioni dell’Età del Rame. Vestiti, scarpe, abitazioni, alimentazione, malattie, utensili. Il visitatore può aprire una finestra su di un mondo lontano 3.500-4.000 anni, dove la vita era una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Interessante e avvincente.
All’esterno invece i visitatori vengono invitati a crearsi piccoli borselli in pelle usando selci, corde e pelli. Ovviamente ognuno potrà portare a casa le proprie creazioni. Se avete fame poteete cucinare il pane come avveniva 4000 anni fa. Bisogna attorcigliare la pasta attorno ad un bastone e avvicinarlo al fuoco. Dopo 1o minuti sarà pronto e il sapore non vi deluderà. I più tecnogici possono inoltre sperimentare forme di trapano molto rudimentali.
Una delle attrazioni principali è poi la fusione del rame.
In conclusione possiamo dire che vale la pena risalire la Val Senales per visitare l’Archeoparc (soprattutto in occasione della Giornata dei musei quando l’ingresso è gratuito). Soprattutto i bambini si divertiranno a fare il pane, a lavorare con gli oggetti delle popolazioni preistoriche.
Maranza: escursione ideale per famiglie
Se cercate un’escursione da fare in montagna con i vostri bambini credo proprio che Maranza e il sentiero della Altfasstal facciano al caso vostro. Sentiero largo, nessuna difficoltà particolare, dislivello molto contenuto (200 mt.) e varie possibilità di sosta. In poche parole può essere così sintetizzato il percorso che d’inverno funge anche da pista di fondo.
Arrivare a Maranza è estremamante facile. Si sale dal centro di Rio Pusteria svoltando a sinistra e imboccando la strada che porta anche a Valles. La segnaletica è ottima perché Maranza è un importante centro turistico invernale.
Dopo circa 7 km. di salita si arriva al paese. Attenzione appena arrivati in centro vi consiglio di imboccare la strada a sinistra e proseguire fino alla fine della strada ovvero al parcheggio Altfasstal. Non fatevi spaventare dalla strada che diventa sempre più stretta, il parcheggio è molto ampio e trovano spazio parecchie automobili (piccolo scempio ambientale, ma estremamente comodo). Segnalo che il parcheggio è a pagamento (3 Euro per l’intera giornata).
Dal parcheggio prendete la strada forestale che si addentra nella Altfasstal. La strada è sterrata e ampia. Nella parte iniziale è leggermente in discesa per poi salire dolcemente in prossimità della Grossberghütte. Quest’ultima è una malga che assomiglia decisamente ad un albergo ed è stata ristrutturata di recente. Qui potete fermarvi per riposare un po’ e mangiare qualcosa. La scelta è ampia: si va dai tradizionali piatti di montagna alle coppe di gelato. Il personale è molto caratteristico ….
Dopo un breve riposo ripartite in leggera salita tra piccole casette in legno e pascoli che vi accompagneranno fino alla meta finale: la Wieserhütte o la Pranter-Stadelhütte (sono attaccate l’una all’altra).
Come dicevo la salita è tranquilla intervallata da qualche piccolo strappetto. Salendo con pazienza anche bambini di 3-4 anni non avranno problemi. In caso di stanchezza esistono numerose panchine lungo il sentiero.
Il panorama è piacevole: si parte nel bosco per avvicinarsi progressivamente al termine della valle dove il sentiero si conclude in un vero e proprio anfiteatro naturale. Le due malghe in fondo alla valle si trovano in una conca circondata da impervie montagne. A mio avviso vale proprio la pena di faticare un po’ perché quando si arriva in fondo si ha proprio la sensazione di arrivare quasi alla fine del mondo.
Presso la malga Pranter-Stadelhütte troverete anche un piccolo parco giochi e un simpatico laghetto dove alcuni piccoli mulini ad acqua attivano simpatici personaggi. La famiglia che gestisce la malga rende omaggio alla tradizione e vi servirà rigorosamente in Lederhosen (i classici pantaloni di pelle). Qui potrete mangiare i classici piatti della tradizione altoatesina. Vi consiglio i krapfen dolci, che vengono serviti in varie forme accompagnati dalla marmellata di mirtilli rossi.
In conclusione il sentiero della Altfasstal si addice alle famiglie con bambini anche in carrozzina. Una bella gita che se accompagnata dal bel tempo vi darà grande soddisfazione
Nuova malga di Casnago (Neue Gschnagenhardt-Alm)
Rieccoci nuovamente in uno dei luoghi che apprezziamo maggiormente in Alto Adige: la Val di Funes.
Il punto di partenza della nostra escursione è sempre la Zanser Alm, mentre il nostro punto di arrivo è la nuova malga di Casnago.
Quest’ultima negli ultimi mesi gode di una certa fama, soprattutto presso le famiglie perché sembra offrire una serie di servizi molto orientati a chi sale in montagna con la prole.
Parcheggiata la macchina come al solito al parcheggio della Malga Zannes (3,5 Euro per tutta la giornata) e ci incamminiamo sul sentiero/strada forestale n°34. Il cartello indica che sarà necessaria un’ora e mezza per arrivare alla malga. Al termine il tempo di percorrenza con i bambini sarà più o meno quello.
Si cammina in leggera discesa lungo una vera e propria strada forestale spaziosa e con un buon fondo: molto adatta da percorrere con serenità anche con bambini e con carrozzine e passeggini. La segnaletica è ottima e anche senza una cartina si raggiunge senza problemi la malga.
Dopo il primo tratto in leggera discesa, dopo un ponte sul torrente che scende direttamente dalle Odle, si svolta a sinistra e comincia l’ascesa verso la nostra meta. La salita non è difficile, ma neppure poco impegnativa. Si sale zigzagando in mezzo a bellissimi boschi che lasciano intravedere le meravigliose Odle.
A pochi minuti dalla malga improvvisamente la strada si fa molto più ripida e per circa 10 minuti si fatica per arrivare in cima.
Superata l’ultima impegnativa salita il sentiero si spiana e in un paio di minuti si arriva alla nuova malga di Casnago.
La vista ripaga ampiamente la fatica patita durante l’ascesa. La vista delle Odle in una giornata di sole è semplicemente esaltante. Si possono notare tutti i particolari di quelle che per me rimangono tra le più belle montagna dell’Alto Adige.
Ma oltre al paesaggio, la malga offre molto di più: un vero e proprio parco giochi per bambini e un piccolo minizoo con capre e conigli. I giochi non sono quelli che normalmente nei parchi giochi. Troviamo una vera e propria casetta simile a quelle usate dalle guardie forestali collegata con un ponte sospeso ad un imponente albero dal quale si può scendere su scivoli poco convenzionali. La classica giostrina che gira su stessa, ma con sedili che riproducono animali del bosco e altre cose interessanti.
Se avete fame o volete dissetarvi la malga è molto ben fornita e la qualità dei piatti cucinati è decisamente buona per trovarsi in una malga a 2.046 metri di altitudine. Anzi i cuochi cercano anche di dare un tocco decorativo al piatto. Le pietanze sono quelle solite che si trovano in malga: Omelette ai mirtilli rossi, Kaiserschmarrn, stinco di maiale, würstel, maccheroni alla pastora. Ma accanto a questi si possono anche mangiare funghi con polenta e altri tipi di pasta o riso.
Unico neo sono un po’ i prezzi leggermente sostenuti. Per fare un esempio: le uova con speck e patate arrostite costano 7 euro, mentre nella malga più in basso il prezzo scende a 6 euro. Forse è il prezzo che si deve pagare per una discreta qualità e le possibilità di intrattenimento con i bambini.
Dimenticavo: se volete riposarvi e prendere il sole, potete accodarvi su comodi lettini di legno con vista (sempre incantevole sulle Odle).
Salite alla nuova malga di Casnago in Val di Funes, sarà una gita bellissima in una giornata di sole.
Val di Vizze
La Val di Vizze (Pfitschtal) è sicuramente una delle valli che amo maggiormente della provincia di Bolzano. Il periodo più bello per visitare la valle è l’inverno, quando una bellissima pista di fondo permette all’escursionista di salire da Caminata fino a S.Giacomo. Una natura veramente selvaggia e incontaminata fa da contorno ad un binario che attraversa boschi e prati, passa accanto a fienili e ruscelli. Veramente bello anche quando il freddo è pungente.
In estate si possono fare delle escursioni in fondovalle: partendo da S.Giacomo ad esempio si segue la strada forestale che percorre la valle e in assoluto relax, anche con bambini piccoli si possono fare delle bellissime escursioni. Non mancano mucche al pascolo e oche da guardia (ferocissime!). La quiete e la tranquillità dominano anche nella cosiddetta alta stagione: non si trova la ressa che caratterizza altre valli alpine. Se invece si desidera fare qualche escursione più impegnativa si può salire al Passo Vizze (confine con l’Austria) con la macchina e da lì raggiungere le cime vicine. La meta più ambita è sicuramente il Gran Pilastro., riservato però a veri e propri scalatori.
La ricettività in valle è abbastanza buona con alberghi e 1-2 ristoranti. Ogni volta che torno in Val di Vizze mi sorprende sempre la tranquillità e ruralità del luogo: Vipiteno è molto vicino, ma in realtà sembra lontanissimo.
Consigliata a chi ama la tranquillità e la natura.
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Zanser Alm (Val di Funes)
Salendo verso il Brennero all’altezza di Chiusa sulla destra si trova l’imbocco della Val di Funes. Una valle molto stretta e impervia nella sua parte iniziale e più aperta e suggestiva nella sua parte conclusiva con una spettacolare vista mozzafiato sulle Odle.
Valle turistica o valle ancora integra e selvaggia? Difficile dirlo. A me sembra che comunque in Val di Funes si stia affermando un turismo dal volto umano, che permette alla valle di mantenere le proprie tradizioni e il proprio ambiente intatti.
I simboli della valle sono 2: le Odle e la chiesetta di St. Jakob in Ranui. Entrambi si integrano in una vista di una bellezza sconvolgente nelle giornate di sole. I vivaci colori pastello della minuscola chiesa risaltano tra il verde dei prati e lo sfondo imponente delle Odle. Veramente imperdibile.
La strada della Val di Funes si conclude alla Zanser Alm (Malga Zannes). Da qui partono numerosi sentieri in direzione del rifugio Genova e la Val Badia e verso le numerose malghe presenti sulle pendici delle montagne della zona.
Poco tempo fa è stato inoltre inaugurato un sentiero percorribile anche da persone disabili e particolarmente adatto ad escursioni con bambini anche molto piccoli.
Lasciata la macchina alla Zanser Alm (posteggio a pagamento: 3,5 Euro per la giornata) si seguono le indicazioni per il sentiero attrezzato che inizia poco dopo la casetta del parco naturale Puez Odle. Il sentiero è largo, sterrato e molto facile. Non presenta difficoltà particolari e non raggiunge mai pendenze che possano affaticare l’escursionista.
Lungo tutto il tracciato sono presenti dei cubi rotanti che offrono al lettore spiegazioni sulla natura e le tradizioni del luogo. Non mancano poi panchine o luoghi dove fare una sosta. Secondo me l’attrazione principale per i bambini sono i caprioli che è facile incontrare in alcuni punti del percorso. Alcune aree vicine al sentiero sono state recintate e al loro interno i caprioli
possono vivere in modo molto naturale. Spesso si incontrano scoiattoli e non mancano formicai e altre attrazioni naturali. Per gli amanti delle tradizioni è possibile entrare anche in un vecchio forno utilizzato per produrre calce. In circa 1 ora di cammino si percorre il tracciato circolare che parte e ritorna alla Zanser Alm. Presso la malga si possono mangiare tipiche specialità
altoatesine.
Al ritorno, scendendo dalla Zanser Alm, consiglio vivamente di fermarsi alla chiesetta di St. Jakob in Ranui, vera perla della valle. La minuscola chiesetta è posizionata in mezzo ad un grande prato a fianco di uno storico maso ricco di affreschi. Secondo me rappresenta l’archetipo della chiesetta alpina, piccola e in posizione idilliaca.
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Slingia, mon amour
Ebbene sì: sono innamorato di Slingia(o meglio Schlinig). Ricordo sempre la prima volta che arrivai con la mia Visa 650 in questa località semisconosciuta della provincia di Bolzano. Pochissime case che lasciavano trasparire l’origine contadina della località, un albergo non proprio moderno, una stradina stretta che tagliava il paese, nessun parcheggio, stalle, fienili e un’enorme caserma della Guardia di Finanza abbandonata e in disfacimento. Un altro mondo: la montagna come era prima dell’arrivo del turismo di massa. Un vero e proprio salto indietro nel tempo. Bello, forse addirittura bellissimo. Dopo circa 10 anni Slingia è cambiata tantissimo: l’albergo è stato rifatto (con un parcheggio coperto), quasi tutte le case sono state ristrutturate, la caserma della finanza è stata abbattuta e proprio in questi mesi stanno costruendo una nuova casa, una nuova stalla di dimensioni sproporzionate rispetto al resto del paese è sorta come un fungo alla fine del paesello.
Anche qui è arrivato il turismo, ma l’agricoltura di montagna la fa ancora da padrona. Un’agricoltura però molto moderna dove nei fienili potete trovare attrezzature altamente tecnologiche per spostare il fieno.
Malgrado tutte le trasformazioni Slingia mantiene il suo fascino. La chiesetta con il piccolo campanile incastrato tra le case riesce ancora a trasmettere il senso della piccola comunità montana aggrappata alla propria fede, le poche case ancora da ristrutturare sono il simbolo di decenni di attività agricola di sostentamento e del rispetto delle vecchie tradizioni, l’ambiente circostante non devastato dallo sci alpino si mantiene selvaggio e integro.
Passando dai sentimentalismi alle informazioni turistiche vere e proprie, vale la pena di ricordare che Slingia è il punto di partenza per alcune escursioni verso la Svizzera (il confine è a pochi metri) .
Se state cercando una località dove desiderate fare una passeggiata con i vostri bambini, Slingia fa sicuramente per voi. Ad un paio di chilometri dall’abitato principale si trova una malga, dove si può mangiare o bere qualcosa godendo anche di un bel panorama. Il sentiero è praticamente piatto con un leggero saliscendi. Anche bambini molto piccoli possono in tranquillità partecipare all’escursione.
Alla fine del paese di Slingia si trova una biforcazione con due sentieri che portano però alla stessa meta: la nostra malga. Un sentiero è asfaltato e uno invece sterrato. Personalmente consiglio lo sterrato perché passa vicino al margine del bosco e segue il simpatico ruscello Zellauna. Spesso dopo qualche centinaio di metri sulla sinistra in un prato è facile incontrare dei vitelli e nelle prime ore della giornata è molto probabile imbattersi in qualche capriolo. Proseguendo in un ritmico saliscendi si incontra qualche fontana o pratiche panchine per riposarsi un attimo. Dopo circa 45 minuti si arriva alla malga: gli ultimi 300-400 metri sono in salita, ma nulla di proibitivo e poi la malga è proprio a portata di mano.
Se volete mangiare qualcosa, la malga offre alcuni piatti (pochi) della tradizione: vari tipi di canederli, Spiegeleier, Wienerschnitzel, Speck, ecc. Fossi in voi proverei anche lo joghurt di alta montagna. Non dimenticate le torte: veramente ottime e abbondanti.
Il sentiero non si ferma alla malga e prosegue verso il rifugio Sesvenna. Non è per nulla proibitivo, ma forse con bambini piccoli la salita intermedia può risultare un po’ affannosa. Meglio sdraiarsi su di un prato, contemplare le vette che si stagliano contro il cielo, respirare profondamente e lasciare che il tempo passi lentamente.
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