Il sentiero dei pianeti e l’Osservatorio astronomico Max Valier
Domenica Ottobre 01st 2006, 21:44
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Sembra strano, ma spesso facciamo fatica a valorizzare le bellezze naturali che si trovano immediatamente nelle vicinanze. E’ il caso di Collepietra (Steinegg) e Obergummer. Si trovano ad un tiro di schioppo da Bolzano eppure credo che sia la seconda volta nella mia vita che mi arrampico per la ripida strada che si inerpica sulla montagna tra la Val d’Isarco e la Val d’Ega.
Sarà stata la bella giornata di sole e i colori autunnali che piano piano si fanno largo tra il verde dei prati e degli alberi, ma oggi i colori e il panorama stupendo mi hanno proprio rapito.
Nel mio immaginario Collepietra non era altro che un piccolo comune abbarbicato sulla montagna a pochi chilometri da Bolzano. Passando oggi con l’automobile dopo 15 impegnativi tornanti sono rimasto a bocca aperta. I soliti curatissimi alberghi sudtirolesi, ristoranti, locali tipici e una magnifica vista sulla zona occidentale della provincia di Bolzano. Ma perché non me ne ero mai accorto prima? Proseguiamo verso Obergummer dove vogliamo raggiungere l’Osservatorio Astronomico Max Valier che oggi apre le porte gratuitamente per osservazioni del sole. La strada ora è meno ripida, verdi pascoli e boschi si alternano mentre mucche e cavalli brucano sereni l’erba sotto un calso sole autunnale. Chissà perché ma vedo solo macchine di turisti germanici. Secondo me hanno un fiuto particolare per i posti meno conosciuti della provincia di Bolzano. Ad un certo punto seguiamo l’indicazione per l’Osservatorio e ci addentriamo lungo una strada molto stretta nel bosco. Confesso che temo di incrociare un’altra macchina, ma per fortuna dopo qualche chilometro avvistiamo delle macchine parcheggiate e la cupola dell’Osservatorio. A fianco il simpatico Buschenschank Unteregger. Parcheggiamo e ci catapultiamo verso l’Osservatorio. La vista da qui spazia per chilometri e chilometri. Capisco perché abbiano deciso di erigere proprio qui un Osservatorio Astronomico. Il Buschenschank è pieno di gente e decidiamo di cedere alle tentazioni della gola e ci sediamo. Opto per un classico cappuccino con torta, mio figlio più grande in preda ad un improvviso attacco di canederlite si lancia sul classico canederlo in brodo, mentre mia moglie e il piccolino ordinano un omelette con marmellata di mirtilli rossi. Tutto molto buono e a prezzi più che accettabili (con l’esclusione del cappuccino un po’ troppo ristretto).
A fianco dell’Osservatorio parte il sentiero dei pianeti, un comodo sentiero che con il pretesto delle orbite dei pianeti del sistema solare permette di scoprire i boschi della zona. Noi ci siamo fermati a Saturno. Se si desidera raggiungere Plutone occorre tenere conto che l’intero giro dura circa 3 ore. Il sentiero è molto largo e non presenta alcuna difficoltà. All’altezza di ciascun pianeta alcuni cartelli forniscono informazioni e immagini fotografiche del corpo celeste. A pochi metri dal sentiero si possono raccogliere mirtilli e funghi.
Una bella escursione in una zona poco conosciuta, ma molto bella della provincia di Bolzano



Val Martello e rifugio Nino Corsi
Sabato Settembre 02nd 2006, 18:51
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Dopo quasi un decennio ritorno in Val Martello. Questa volta con moglie e figli. Un po’ per caso e un po’ per scelta. Traffico molto sostenuto sulla statale della Val Venosta, saltiamo la coda subito dopo Naturno optando per alcune stradine di campagna, ma all’altezza di Coldrano ne ho abbastanza. Freccia a sinistra e imbocchiamo l’ultima deviazione per la Val Martello. Ritorniamo verso Laces per un paio di chilometri e poi imbocchiamo la strada che porta verso una delle valli più selvagge della provincia di Bolzano.
Pochi minuti e siamo fuori dell’abitato di Morter, sulla sinistra le rovine di un antico castello salutano il viaggiatore all’imbocco della valle. La strada si insinua tra le montagne strette, ma dopo poco la valle si allarga un poco. Si incontrano i primi masi e dopo poco raggiungiamo le prime case del centro principale : Martello. Qua e là lungo la strada si vedono piante di fragole o di altri frutti di bosco. Proprio all’inizio delle case di Martello, sulla sinistra per chi sale, segnalo la cooperativa dei coltivatori di piccoli frutti della valle. La cooperativa dispone anche di un negozio al dettaglio aperto anche al sabato pomeriggio. Consiglio caloroso: fermatevi e acquistate un cestino di fragole, lamponi o ribes. La qualità è ottima e ne vale proprio la pena.
Superato il comune di Martello proseguiamo lungo la strada della valle per raggiungere il parcheggio in fondo alla valle presso l’albergo Genziana e l’ex albergo Paradiso. Il percorso è lungo e tortuoso: in due punti la strada si inerpica con una serpentina ardita per superare dei veri e propri muri: 8-10 tornanti in sequenza stimolano le qualità di pilota di chi si trova al volante. Si sale sempre più e la strada si restringe. Giunti quasi in fondo alla valle notiamo dei contadini che oggi 2 settembre raccolgono fragole. Siamo sui 1.600 - 1.800 metri di altitudine. Siamo tutti sorpresi. Fragole a settembre?
Prima dell’ultima erta la strada costeggia il lago artificiale di Gioveretto. Il colore dell’acqua è blu tendente all’azzurro. Bello. Ultima serie di tornanti e lasciamo la macchina al parcheggio posto alla fine della strada. Il parcheggio è a pagamento: la tariffa giornaliera è di 3 Euro, ma esistono anche tariffe orarie. 5 ore di sosta costano 1,50 Euro.
Dal parcheggio si intravedono le montagne ormai innevate che annunciano il ghiacciaio del Cevedale. Come circa un decennio fa rimango scioccato per la struttura architettonica dell’ex hotel Paradiso. Una costruzione di almeno 7-8 piani (non li ho contati) che richiama la linea di un albergo della riviera romagnola a pochi metri da un ghiacciaio immerso in un contesto naturale selvaggio e unico. Nella mente scorre la parola ecomostro. Scopro più tardi che fu eretto in era fascista.
Altro elemento di shock è il baracchino dei wuerstel che sorge proprio all’inizio del sentiero che ci porterà al rifugio Nino Corsi. Una scelta pazzesca di wuerstel a quasi 2000 metri di quota. Pazzesco, a Bolzano non ho visto niente di simile.
Imbocchiamo il sentiero che ci porterà al rifugio Nino Corsi in circa 40 minuti di cammino. Il sentiero alterna tratti in leggera salita a strappi impegnativi. La prole sembra reagire abbastanza bene anche se il piccolino ogni tanto si lamenta. La zona è molto interessante sotto il profilo geologico, tanto che è stato creato un vero e proprio percorso che permette di approfondire i diversi aspetti geologici di questa zona al margine di un ghiacciaio. La temperatura oggi è nuovamente elevata e la neve caduta nei giorni precedenti si scioglie. I ruscelli sono numerosi e ricchi d’acqua. Come previsto dopo circa 30-40 minuti arriviamo al rifugio Nino Corsi dove ci fermiamo. Temo che i bambini siano troppo stanchi per affrontare lo strappo finale che ci porterebbe in una spianata dove potremmo ammirare il Cevedale. Ma anche dal Rifugio Nino Corsi il panorama non è affatto male. Sulla destra si vede il massiccio del Madriccio e guardando all’indietro si può ammirare dall’alto il lago di Gioveretto con il suo blu intenso. Le montagne attorno non sono le Dolomiti, ma trasmettono lo stesso quel fascino della montagna che ti farebbe ammirare senza fiatare per ore il panorama.
Consumiamo qualcosa al rifugio. Il menu offre i soliti piatti classici delle montagne della provincia di Bolzano con qualche variante. Prezzi un po’ sostenuti, ma buona qualità.
Prima di concludere una piccola divagazione storica. A fianco del rifugio si trova una piccola chiesetta che ricorda i morti della prima guerra mondiale. A pochi metri correva il fronte. Vicino al rifugio vi sono alcune costruzioni erette proprio durante la prima guerra mondiale.
Se state cercando la montagna un po’ rude, non molto turistica, lontano dalla massa e ancora suggestiva la Val Martello fa per voi



Ciclabile Dobbiaco - Lienz: nuovo sito
Mercoledì Agosto 16th 2006, 21:19
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Visto il notevole interesse verso il post relativo alla ciclabile Dobbiaco - Lienz, ho aperto un sito dedicato proprio alla ciclabile dove troverai post sulla ciclabile, una galleria fotografica e gli orari dei treni da Lienz per S.Candido.
L’indirizzo del nuovo sito è: http://www.dobbiaco-lienz.eu



Gasthof Schwaiger sul Renon
Domenica Maggio 14th 2006, 22:14
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Mi devo ricredere. Non ero convinto oggi di andare a festeggiare un insieme di compleanni all’albergo Schwaiger a Longostagno sul Renon. Conosco il posto perché mia madre lo frequenta da anni nel corso dell’estate. Non ero convinto perché ricordavo un menu molto limitato che non veniva incontro ai miei gusti.
Devo invece in parte ricredermi.
Si tratta di un’antica locanda che funziona anche come albergo (3 stelle). L’edificio mi è sempre piaciuto: un vecchio albergo di montagna ristrutturato in modo semplice e intelligente. Entrando si respira la storia e la cultura del mondo contadino di montagna. La sala da pranzo non è molto grande e alcuni clienti quando il locale è pieno devono sistemarsi al bar. Arredamento tradizionale e spartano, ma comunque piacevole. Il servizio al tavolo è curato direttamente dal proprietario e dai suoi parenti. In cucina sono schierate le signore della famiglia.
Come dicevo all’inizio il menu non è particolarmente ricco dove prevalgono i secondi di carne (maiale, vitello, manzo e agnello) concentra su piatti di carne con contorni di verdure o riso.
Mi sono lanciato su una “normale” Wienerschnitzel con patate saltate. Dimensioni ragguardevoli, veramente buona, ottime le patate e la verdura abbondante di contorno. I miei commensali hanno a lungo imprecato per non aver scelto di crostini di milza (che io ho ampiamento evitato dopo aver letto la parola milza).
A completare il pranzo il classico pane della tradizione sudtirolese (ottimo il Schüttelbrot) e un buon vino rosso locale.
Da provare i dolci fatti in casa: veramente buona la Linzer che ho avuto il piacere di ordinare.
Prezzi assolutamente alla portata e atmosfera molto cordiale.
Credo di aver sottovalutato le potenzialità dell’albergo Schwaiger. Se avete voglia di tuffarvi in una ristorazione semplice, ma ricca di tradizione è sicuramente il posto giusto. Ad un tiro di schioppo da Bolzano nel simpatico paesino di Longostagno subito dopo la più nota Collalbo sulla strada per Barbiano.



Favogna: il lago e le rane
Domenica Aprile 02nd 2006, 20:54
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Credo che uno dei luoghi più strani della provincia di Bolzano sia Favogna. Letteralmente circondata dalle montagne al confine con il Trentino e difficile da raggiungere è sicuramente una delle località meno battute dal turismo di montagna. Eppure se si dispone di una mezzagiornata di tempo vale la pena di affrontare la ripida e tortuosa strada che da Cortaccia si inerpica fino ai 1053 metri di Favogna. Pochissime case, un’osteria, una chiesa, il lago e le rane: questa è Favogna. Dimenticavo: anche silenzio e tranquillità. i pochi abitanti che vi abitano si dedicano all’agricoltura di montagna.
Il fiore all’occhiello di Favogna è il suo lago. Nonostante i 2o gradi odierni ancora in parte ghiacciato. Che shock osservare in maniche corte i pezzi di ghiaccio che si staccavano dalla “banchisa”! Vicino alla riva centinaia di rane impegnate nella riproduzione. Mai viste tante rane tutte insieme. Immaginatevi la mia prole: felice e contenta di trovarsi a pochissimi centimetri da un numero così elevato di anfibi. Si lasciavano persino accarezzare!!
Se volete fare un breve giro con i bambini consiglio caldamente Favogna. Comoda passeggiata per raggiungere il lago, possibilità di correre a perdifiato perchè il traffico è veramente limitato e tanta calma. Non mancate di fare un salto alla chiesetta vicino al lago: la storia di una piccola comunità di montagna (aggiungo: nel passato sicuramente con pochi contatti con la “civilità”) è racchiusa nel piccolo cimitero che circonda l’edificio ecclesiastico.
Intorno boschi e montagne. Non bellissime forse ma invitano l’escursionista a tentare di conquistare la cima.
Gli appassionati della montagna possono poi tentare la ferrata che da Magré che sale direttamente fino a Favogna. Molto nota tra gli arrampicatori altoatesini.



Piccoli consigli per il Mercatino di Natale a Bolzano
Domenica Novembre 20th 2005, 21:59
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Ci siamo. Riparte la grande macchina del mercatino. Migliaia di persone si riverseranno per le strade di Bolzano per respirare il profumo del Natale e per scoprire usi e costumi natalizi diversi da quelli propri.
Mi permetto di dare qualche consiglio per godere appieno di Bolzano e non lasciarsi semplicemente trascinare dalla folla. Cominciamo quindi.

Arrivare al Mercatino:
Il mio consiglio per il turista che non arriva in autobus è di prendere il treno. La stazione di Bolzano dista solo 200 metri dal Mercatino e dal centro storico. Se proprio volete venire in macchina cercate di arrivare presto e puntate al parcheggio silos di Via Mayr Nusser ai Piani di Bolzano immediatamente dietro la stazione. Costo: 0.90 Euro all’ora. Una volta parcheggiata la macchina potete raggiungere comodamente in 5 minuti a piedi il mercatino approfittando della galleria che collega il parcheggio con Piazza Verdi.
Se il silos di Via Mayr Nusser è pieno allora consiglio di parcheggiare presso la Fiera di Bolzano e prendere gli autobus gratuiti che portano al Mercatino. In 20 minuti siete arrivati in centro.
Personalmente sconsiglio di tentare di parcheggiare da qualche parte in città soprattutto in centro. Rischiate di restare imbottigliati.
I privilegiati che decidessero di utilizzare l’aereo dall’aeroporto possono prendere un taxi oppure dopo una breve camminata di circa 5 minuti prendere l’autobus n° 10/a per raggiungere velocemente il centro.

Dove andare a mangiare:
Nel periodo del mercatino le occasioni non mancano. Segnalo alcuni locali che personalmente trovo interessanti:
Hopfen in Piazza Erbe
Se volete respirare l’atmosfera delle osterie bolzanine di un tempo non potete non andare da Hopfen. Oltre ai piatti della tradizione locale potete degustare anche la birra artigianale prodotta in casa. Bionda o scura, un assaggio vale sicuramente la pena.

Batzenhäusl (Ca’ de Bezzi) - Via Andreas Hofer
Uno dei locali storici di Bolzano che negli anni mantiene intatto il suo fascino. Vi si arriva subito dopo la fine di Via Bottai girando a destra.

Vögele
Per i turisti più esigenti in Via Goethe vicino a Hopfen sotto il portico segnalo il Vögele dove si possono mangiare piatti della tradizione a volte reinterpretati in un ambiente tranquilo e abbastanza ricercato. Il bar al piano terreno solitamente è molto frequentato.

Osteria dei Carrettai
In via Dr. Streiter, una parallela dei Portici, si trova l’OSteria dei Carrettai che a buon prezzo offre piccoli spuntini e bruschette innaffiate da un buon vino. Nulla a che vedere la tradizione altoatesina, ma un luogo simpatico e accogliente. Attenzione lo spazio è molto limitato.

Per gli amanti delle pasticcerie, segnalo:
Lintner in via Leonardo da Vinci
Anche se è cambiata la gestione qualche mese fa, la qualità si mantiene sempre su livelli molto elevati. La mia passione è la millefoglie. Assolutamente da provare. Se cercate uno strudel da portare a casa, spendete qualche euro in più e andate da Lintner. La qualità non ha prezzo. Putroppo i posti a sedere sono molto pochi e quindi sarete probabilmente costretti ad aspettare un po’ prima di trovare posto.

Peter sotto i portici
La vetrina di Peter è una di quelle che non passano inosservate. Praline e torte di vario tipo catturano immediatamente l’attenzione di chi vi passa vicino. Sopra si trova la vendita al dettaglio mentre scendendo le scale sottoterra si accede al locale dove ci si può sedere.

Cosa vedere a Bolzano dopo il mercatino
Per visitare il mercatino ci vuole al massimo 1 ora (prendendosela molto comoda). Se siete interessati a conoscere Bolzano vi consiglio questo percorso:
vicino al mercatino si trova il Duomo, un bell’esempio di gotico. La via più caratteristica di Bolzano sono sicuramente i portici che collegano Piazz Erbe con Piazza Municipio. Distano 2 minuti dal Mercatino e dal Duomo e ricordano la plurisecolare tradizione commerciale di Bolzano. Alcuni caratteristici passaggi collegano i portici con le vie parallele. Sono molto stretti e bui: Pasolini fece alcune riprese proprio in questi vicoli per i suoi film.
Se avete raggiunto l’inizio dei Portici siete arrivati in Piazza Erbe dove si trovano i caratteristici banchi della frutta e verdura, nonchè un interessante fontana del Nettuno. Se volete respirare veramente l’atmosfera che si vive a Bolzano vi consiglio di proseguire da Piazza Erbe verso Ponte Talvera lungo via Museo. Arrivati a Ponte Talvera sarete accolti dal contestato Monumento alla Vittoria, eretto in era fascista per ricordare la vittoria nella prima guerra mondiale. Da ponte Talvera partono anche delle bellissime passeggiate nel verde del greto del Talvera. Lungo la passeggiata sull’argine sinistro del fiume passerete accanto a Castel Mareccio uno dei due castelli più importanti di Bolzano. Il secondo si trova all’imbocco della Val Sarentina: Castel Roncolo, ricco di bellissimi affreschi e rinnovato da poco. Per arrivare a Castel Roncolo consiglio di prendere il bus gratuito che parte da Piazza Walther (la piazza del mercatino).

Il Centro storico di Bolzano è ricco di molti scorci e ogni viottolo ha una lunga storia da raccontare. Un consiglio: non rimanete solo in Piazza Walther e lungo i portici, ma vagate anche senza una meta tra i vicoli, le strade, le piazze del Centro storico. Oltre il Talvera forse vale la pena di vedere Piazza della Vittoria, il resto è rappresentato da normali edifici che si possono ritrovare in qualsiasi città.



Tra Meltina e Verano
Domenica Ottobre 16th 2005, 19:37
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Confesso che l’itinerario che vado a raccontarvi è stata una piacevole sorpresa. Dato che l’altipiano del Salto (S.Genesio) assomiglia in questi giorni alla tangenziale di una metropoli, abbiamo ripiegato su di un sentiero nelle vicinanze pescato a caso sulla cartina.

La fortuna è stata dalla nostra parte: credo che sia stato uno degli itinerari autunnali più belli che io abbia mai fatto. Dopo l’abitato di Meltina proseguendo verso Verano si raggiunge la località di Aschl. Sulla destra una stradina asfaltata conduce all’albergo Rohrer. Più che un albergo sembra una malga un po’ cresciuta con le mucche che pascolano nelle vicinanze e la stalla a pochi metri
dall’albergo. Il posto non è male: familiare e molto tranquillo. Si servono i classici piatti della cucina locale. Attenzione la scelta di pietanze e dolci è ampia solo fino ad una certa ora. Verso le 16.00 potete degustare praticamente solo patate lesse.

Dall’albergo parte un sentiero che un po’ in salita conduce alla Leadner Alm e all’albergo Waldbichl. Il sentiero è molto largo, non presenta particolari difficoltà e può essere tranquillamente percorso anche dai bambini. Il primo tratto dell’itinerario si svolge nel bosco. In sottofondo si sentono i campanacci delle mucche che brucano l’erba nei pascoli vicini. Mai visti tanti funghi lungo un sentiero: una vera e propria invasione. Dopo circa un quarto d’ora di salita, il bosco si dirada e lascia spazio ai pascoli. Si raggiunge una strada asfaltata chiusa però al traffico normale, giriamo a destra e sempre sulla stessa strada marciamo in leggerissima salita verso la Leadner Alm e l’albergo Waldbichl.
I colori autunnali dei prati e degli alberi in combinazione con l’azzurro del cielo rasserenano lo spirito. Sulla destra si può godere di un panorama fantastico: l’occhio spazia dal Corno bianco fino alle montagne della Venosta. Bellissimo. Dopo circa una ventina di minuti arriviamo al bivio per andare alla Leadner Alm o all’albergo Waldbichl. Optiamo per quest’ultimo. Tra pascoli e piccole casette in posizione amena raggiungiamo l’albergo. Sulla sfondo si può ammirare il campanile della chiesetta di Langfenn.
Veramente l’itinerario ideale per una passeggiata con la famiglia in autunno!



S.Martino sopra Laces
Domenica Ottobre 02nd 2005, 14:00
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Ritorniamo a parlare della Val Venosta e precisamente di uno dei suoi lati meno conosciuti: S.Martino, località molto particolare sopra Laces.
Laces si trova più o meno a metà della valle e si può raggiungere agevolmente con l’automobile o con la nuova ferrovia della Val Venosta.
Proprio all’inizio del paese provenedo da Merano si trova la funivia che porta da Laces alla località di S.Martino a 1740 metri di quota.
Confesso che salendo a S.Martino mi aspettavo di arrivare ad un piccolo altipiano. In realtà potrei dire che si tratta dell’esatto opposto: pendii ripidissimi a strapiombo sulla valle. Ogni volta che si guarda verso valle si ha la chiara sensazione che cadendo si finirà direttamente sul fondovalle. S.Martino è una località composta da qualche maso e una simpatica chiesetta a picco sulla valle.
Dalla stazione a monte della funivia si possono intraprendere alcune escursioni verso le cime delle montagne che ci sovrastano.
Noi scegliamo di andare a sinistra e di raggiungere la malga Oberkaser che dovrebbe distare poco più di 20 minuti dalla funivia. Mentre con i bambini ci avviamo sulla strada molto comoda e agevole non possiamo fare a meno di apprezzare il panorama e la vista sulle montagne che stanno sull’altro lato della valle. Spiccano l’Orecchia di Lepre e il ghiacciaio del Cevedale e tutte le principali vette dell’Alta Val Venosta. Volgendo lo sguardo verso il basso si possono ammirare i paesi del fondovalle e i caratteristici meleti della Val Venosta.
Percorrendo la strada, si vedono in lontananza alcuni masi di contadini. Confesso che mi domando più volte come si possa vivere in quelle condizioni: per tutta la vita alla disperata ricerca di un metro quadro di terreno piano. La pendenza della montagna in alcuni punti è veramente impressionante, ma ancora più sconvolgente è notare come ogni centimetro quadrato di prato sia stato tagliato: come avranno fatto? Mah.

Raggiungiamo velocemente la malga Oberkaser, dove possiamo rifocillarci un po’. Non si tratta della solita malga superorganizzata, ma di una simpatica famiglia contadina che arrotonda le entrate cucinando alcune specialità per i turisti. Sono pochi i piatti tra i quali scegliere: opto per una minestra d’orzo contadina che si rivela molto saporita e arricchita con fette di Weisswurst e Kaminwurz. Buona direi. Mia moglie opta per un classico omelette ai mirtilli rossi. Porzioni abbondanti e di buona qualità.
I bambini giocano con alcune macchinine che si trovano in una buca nella sabbia lì vicino.
Ad un certo punto le mucche che pascolavano lì vicino decidono di tornare nella stalla e passano attraverso i tavoli improvvisati della malga. Piccolo momento di tensione: non siamo abituati ad un contatto così diretto con gli animali.
Sparite le mucche mi ritrovo tra le mani il freesbee di mio figlio: S.Martino non è certo il posto migliore per giocarci.
Se cercate un luogo dove ritrovare lo spirito dell’agricoltura di montagna vi consiglio S.Martino, ma se cercate un luogo tranquillo dove fare passeggiate con i bambini rivolgete le vostre attenzioni altrove.



Non solo Portici…
Sabato Settembre 03rd 2005, 21:40
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La via più famosa di Bolzano sono sicuramente i Portici, che tagliano letteralmente in due il centro storico. Oltre che per la loro importanza storico-architettonica i Portici hanno conquistato bolzanini e turisti anche i per i negozi che vi si trovano. Prezzi non proprio convenienti, ma vetrine curate, ambienti arredati in modo impeccabile e merce non facilmente reperibile altrove hanno decretato il successo di questa via. Ora che gli affitti sono alle stelle e i negozi tradizionali hanno lasciato il posto alle grandi catene, i Portici hanno perso il loro appeal.

Passeggiando in centro quest’oggi mi sono trovato a percorrere una parallela dei Portici, Via Dott. Streiter. E’ sempre stata la via “povera” del Centro, troppo lontana da Piazza Walther e oscurata dai negozi dei Portici. Ora invece credo proprio che si possa definire la via più trendy di Bolzano. Guardandomi in giro non ho potuto fare a meno di notare come alcuni dei negozi o locali più interessanti di Bolzano si trovino proprio in via Dott. Streiter. L’Osteria dei Carrettai, mitico locale dove fare uno spuntino in compagnia a buon prezzo. La Casa del Cioccolato, vero e proprio paradiso per gli intenditori. I “Fischbänke” (banchi del pesce) locale all’aperto dove si può degustare un buon vino accanto a piccoli spuntini. Il ristorante ladino di Bolzano, del quale mi sfugge ora il nome. il Filmclub, che negli anni si è trasformato da luogo di ritrovo per pochi cinefili nell’unico multisala di Bolzano.

Se questo non vi basta, scoprite la Bolzano che si cela negli angusti viottoli che collegano via Dr. Streiter ai Portici: bar e altri negozietti si nascondono dietro al prossimo angolo. Guardando la gente che affolla questi locali, si scopre il lato conviviale di Bolzano e la voglia di stare in compagnia dei bolzanini.



Pustertaler Freiheit: la birra pusterese
Venerdì Agosto 19th 2005, 21:42
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L’universo della birra sudtirolese è decisamente in fermento. Accanto alla più famosa Forst e all’emergente Hopfen si sta facendo conoscere anche la Pustertaler Freiheit, letteralmente “libertà pusterese”. Come si può facilmente evincere dal nome, la birra ha una precisa connotazione geografica ed è prodotta con orzo coltivato in Val Pusteria.
Acquistare la Pustertaler Freiheit non è facilissimo e anche in Val Pusteria solo alcuni supermercati la espongono sui propri banconi (noi l’abbiamo trovata a Dobbiaco al supermercato della latteria sociale).
Personalmente trovo la birra molto gradevole, soprattutto se fresca, e accompagna molto bene qualsiasi pasto.
Della Pustertaler Freiheit colpisce anche l’etichetta. Sul sito ufficiale della birra troviamo la descrizione e l’interpretazione del marchio. La riporto perché a mio avviso è molto simpatica, anche se un pelino pomposa:

La „Pustertaler Freiheit“, traduzione letterale „Libertà Pusterese“, una musa del gusto e dei sensi, personificata da una giovane donna sicura di sé e con i piedi per terra, svestita ma non nuda, senza veli e fronzoli che distraggono dall’essenza e dal gusto. Rappresenta l’apertura, la purezza e la qualità, un prodotto prezioso e altamente qualitativo.

Nell’ambito del processo dell’unificazione europea, soprattutto nei giovani si sta creando una nuova consapevolezza europeista. E sono proprio le nuove generazioni che vogliamo rappresentare e a cui ci rivolgiamo con la nostra „Pustertaler Freiheit“.

Il nastro che avvolge la giovane donna, del blu stellato europeo, rappresenta la molteplicità culturale che collega i popoli pur mantenendo intatti l’autonomia e le caratteristiche regionali. È il contributo della Val Pusteria al dialogo tra i popoli per un’Europa libera – per un mondo libero.

BOOM!!! Non male vero? Un motivo in più per degustare una Pustertaler Freiheit!