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Credo che uno dei luoghi più strani della provincia di Bolzano sia Favogna. Letteralmente circondata dalle montagne al confine con il Trentino e difficile da raggiungere è sicuramente una delle località meno battute dal turismo di montagna. Eppure se si dispone di una mezzagiornata di tempo vale la pena di affrontare la ripida e tortuosa strada che da Cortaccia si inerpica fino ai 1053 metri di Favogna. Pochissime case, un’osteria, una chiesa, il lago e le rane: questa è Favogna. Dimenticavo: anche silenzio e tranquillità. i pochi abitanti che vi abitano si dedicano all’agricoltura di montagna.
Il fiore all’occhiello di Favogna è il suo lago. Nonostante i 2o gradi odierni ancora in parte ghiacciato. Che shock osservare in maniche corte i pezzi di ghiaccio che si staccavano dalla “banchisa”! Vicino alla riva centinaia di rane impegnate nella riproduzione. Mai viste tante rane tutte insieme. Immaginatevi la mia prole: felice e contenta di trovarsi a pochissimi centimetri da un numero così elevato di anfibi. Si lasciavano persino accarezzare!!
Se volete fare un breve giro con i bambini consiglio caldamente Favogna. Comoda passeggiata per raggiungere il lago, possibilità di correre a perdifiato perchè il traffico è veramente limitato e tanta calma. Non mancate di fare un salto alla chiesetta vicino al lago: la storia di una piccola comunità di montagna (aggiungo: nel passato sicuramente con pochi contatti con la “civilità”) è racchiusa nel piccolo cimitero che circonda l’edificio ecclesiastico.
Intorno boschi e montagne. Non bellissime forse ma invitano l’escursionista a tentare di conquistare la cima.
Gli appassionati della montagna possono poi tentare la ferrata che da Magré che sale direttamente fino a Favogna. Molto nota tra gli arrampicatori altoatesini.